L'arte dei dettagli

tra il 700 e l'800

NEOCLASSICISMO

Benchè la cultura artistica e lettaria della seconda metà del Settecento sia attraversata da numerose sollecitazioni di rinnovamento, tuttavia la componente innovativa più pervasiva fu quella classicista.

La passione per l'Antico diventa, nel secolo dei lumi, grazie all'enorme diffusione delle stampe e dei libri, ai viaggi e all'internazionalismo della cultura, la caratteristica più significativa della società artistica europea.

Il Neoclassicismo è la logica conseguenza sulle arti del pensiero illuminista.


Fu un movimento teorico, grazie soprattutto a Winckelmann che teorizzò il ritorno al principio classico del «bello ideale». Egli sosteneva che:

• Bisognasse attuare un recupero dell’antichità, sia per i suoi contenuti estetici che per quelli etici

• L’arte non dovesse avere come scopo le sensazioni piacevoli, ma il Bello, inteso come conformità sia alla natura che alla ragione e visto come qualità immutabile che deve rifarsi a modelli assoluti, fuori dal tempo, che l’antichità fornisce.


Un enorme contributo lo fornì anche Anton Mengs, pittore amico di Winckelmann.

Egli pensava che "Il Bello" non esistesse in natura ma che solo l’arte potesse crearlo.

Canova (1757-1822)

"Conviene sudare dì e notte su’ Greci esemplari, investirsi del loro stile, mandarselo in sangue, farsene uno proprio coll’aver sempre sott’occhio la bella natura ......"


Canova ferma nel marmo attimi che rimangono sospesi: In amore e Psiche, per esempio, è l’attimo che precede il bacio ad essere descritto: un contatto che sta per avvenire, preannunciato dall’atteggiamento dei corpi e degli sguardi.

Le sculture di Canova sono realizzate in marmo bianco, con un modellato armonioso ed estremamente levigato. Si presentano come oggetti puri ed incontaminati secondo i principi del classicismo più puro: oggetti di una bellezza ideale, universale ed eterna. I soggetti delle sue sculture si dividono in due tipologie principali: le allegorie mitologiche e i monumenti funebri. Al primo gruppo appartengono: «Teseo sul Minotauro», «Amore e Psiche», «Ercole e Lica», «Le tre Grazie»; al secondo gruppo appartengono i monumenti funebri a Clemente XIV, a Clemente XIII, a Maria Cristina d’Austria.

Nei monumenti di soggetto mitologico i riferimenti alle sculture greche classiche è scoperto ed immediato: le anatomie sono perfette, i gesti misurati, le psicologie assenti o silenziose, le composizioni molto equilibrate e statiche. Il momento scelto per la rappresentazione è quello classico del «momento pregnante».

Jacques-Luis David (1748-1825)

Raramente i disegni di David sono realizzati con tecniche grafiche elaborate o per mezzo di colori seducenti. Essi, al contrario, si presentano molto austeri e quasi poveri di mezzi. Solitamente si tratta di opera nelle quali si nota l’uso per lo più esclusivo della matita a mina di piombo.

Tuttavia David impiega anche la penna e l’inchiostro, il cui segno netto è ravvivato dall’acquarello e dalle lumeggiature a tempera bianca o gessetti.

La finalità che David si propone nel disegno sono la chiarezza del segno, la purezza dell’immagine e la sua semplificazione per mezzo del contorno netto, della linearità.

Ingres (1780-1867)

La fama del’artista è legata in gran parte alla sua eccezionale capacità di disegnatore.

L’amore di Ingres per il disegno è l’altra faccia della medaglia della sua passione per Raffaello, per Masaccio e per Giotto, artisti studiati in patria ma contemplati direttamente durante il lungo soggiorno italiano.

La grandezza di Ingres si rivela inoltre nei numerosissimi ritratti che eseguì, tutti definiti dalla perfezione del disegno, dall'uso sapiente del colore e dalla non comune capacità introspettiva. In essi lo stile costituisce un’immutabile costante che si adatta al variare dei gusti: solo il passaggio della moda impero a quella di pieno Ottocento, ben visibile negli abiti delle donne ritratte, infatti, ci dice del tempo che passa.

Romanticismo

Per Romanticismo si intende un movimento culturale e artistico che si sviluppò in Europa a partire dal 1800.

Le sue caratteristiche principali sono quattro:

1. l’armonia dell’uomo nella natura

2. il sentimento della religione

3. la rivalutazione dei caratteri nazionali dei popoli, con forte patriottismo e appassionato appoggio alle rivendicazioni indipendentiste

4. il riferimento alle storie del medioevo.

Il principio centrale delle poetiche romantiche è la libertà dell’artista: “genio” e “ispirazione” sono le parole chiave dell’idea romantica di arte. Vengono, infatti, rifiutati non solo l’imitazione di modelli ma la stessa concezione antica dell’arte come imitazione della natura.

Il romanticismo è il simbolo della tendenza all'individualismo tipicamente liberale e borghese porta all'esaltazione dell’Io, e della dimensione soggettiva: l'arte romantica vuole nascere dalla reazione soggettiva dell'artista davanti alla realtà, reazione diretta e sofferta, del tutto personale.

Attraverso esso troviamo un'esaltazione della libertà individuale: l’arte è vista come attività spirituale libera, che non deve seguire regole, che rompe gli schemi preordinati.

Il filone francese

Gèricault (1791-1824)

"Se gli ostacoli e le difficoltà scoraggiano un uomo mediocre, al contrario al Genio sono necessari"


La sua poetica è sospesa fra il Neoclassicismo e il Romanticismo, con maggiore propensione, però, verso la sensibilità romantica. A ciò lo inclinano la sua indole irrequieta e la sua vita quasi da bohémien.

Di carattere molto introverso, Gericault rappresenta già il prototipo del successivo artista romantico: amorale e asociale, disperato e maledetto, che alimenta il proprio genio di eccessi e trasgressioni. Il gusto per l’orrido e il rifiuto della bellezza dà immediatamente il senso della sua poetica: un’arte che non vuole essere facile e consolatoria ma che deve scuotere i sentimenti più profondi dell’animo umano, proponendogli immagini raccapriccianti.



Delacroix (1798-1863):

"La prima qualità di un quadro è di essere una gioia per l'occhio"


Delacroix si staccò molto presto dalla poetica neoclassica e arrivò ad essere il maggiore dei pittori romantici.

Del romanticismo la sua arte incarnava la malinconia, il desiderio di cambiamento, l’avversione per l’accademismo, l’impetuosità creativa, l’esotismo, il riferimento ai fatti della storia medievale piuttosto che a quelli della storia antica.

Da pittore che faceva uso di colori terrosi e di pigmenti scuri per modellare le figure, lentamente, con pazienza e con l’osservazione personale dei fenomeni della luce e del colore, Delacroix divenne un pittore colorista (cioè che tendeva sfruttare e a sviluppare in sommo grado gli effetti del colore).

Il filone inglese

Constable (1776-1837)

Il cielo come "principale organo del sentimento"


Particolarmente attratto dalla natura e dalla sua riproduzione pittorica, il giocane artista si interessa soprattutto al paesaggio che, essendo visto quale teatro dell’agire umano, assume per la prima volta la dignità di soggetto artistico autonomo.

Il suo stile, infatti, predilige lo schizzo immediato, l’osservazione naturalistica e lo studio del vero.

Uno dei temi principali della pittura di Constable è il cielo. A esso, infatti, l’ideologia romantica tende ad attribuire l’espressione degli stati d’animo della natura che, a seconda dei casi, tende ad essere madre dolcissima o terribile matrigna.



Turner (1775-1851)

La luce che abbaglia


Fra i pittori romantici inglesi Turner è senza dubbio l’interprete più appassionato e sensibile della poetica del sublime teorizzata e diffusa da Burke, secondo il quale, come si è visto, la natura, nella sua potenza e immensità si impone grandiosamente sull'io fino a stordirne i sensi.

Inizialmente l’artista è animato dalla volontà di fondere l’aderenza al soggetto con la possibilità di produrre nell'osservatore del dipinto la sensazione del probabile mutamento atmosferico. In seguito egli si indirizza soprattutto verso la più pura ricerca luministica.

L’approdo artistico finale di Turner è dunque il colore che, quasi svincolato da ogni riferimento naturalistico, si fa pura modulazione di luce.

Caspar Friedrich (1774-1840)

Le grande tematiche romantiche della natura e del sublime trovano uno dei loro punti più alti di espressione dell’opera di Friedrich.

La sensazione che l’artista vuole trasmetterci è quella della infinita grandezza della natura, al cui cospetto l’uomo altro non è che un temporaneo viandante, come il titolo stesso di una sua opera ci ricorda (“Il viandante sul mare di nebbia”).

Del resto, come ricordava romanticamente lo stesso Friedrich, “L’unica vera fonte dell’arte è il nostro cuore, un linguaggio puro come la mente di un bambino, un’opera che non scaturisca da questa origine non può che essere artificiosa

Realismo

Il 1848 rappresenta per tutta l'Europa l'anno delle grandi lotte e sanguinose sommosse popolari.

I movimenti realisti nascono pertanto proprio per rispondere in modo artistico a questa prepotente richiesta di vero e di quotidiano.

In pittura come in letteratura non si vuole più ingannare, proponendo soggetti falsi o inconsistenti, ma -al contrario- si cerca di documentare la realtà nel modo più distaccato possibile, quasi analitico.

Gustave Coubert (1819-1877)

Honorè Daumier (1808-1879) e Jean Millet (1814-1875)

Nel solco del realismo

Impressionismo

E’ una corrente artistica sviluppatasi in Francia nel 19° secolo.

Gli impressionisti tendono a cogliere gli effetti di luce, come l’impressione più immediata della visione; negano l’illuminazione artificiosa dell’atelier, sostenendo la pittura all’aria aperta ("en plein-air"), rinunciando al chiaroscuro artificiale in favore di ombre colorate, usando una maniera rapida e sciolta. Il risultato è una fusione totale di oggetto e spazio, inteso come fenomeno cromatico e luminoso. Emerge l’interesse per la realtà attuale, la ricerca di una libertà totale, nel soggetto e nell’espressione, nel rifiuto di ogni processo ideologicamente canonico di rappresentazione.

Degas (1834-1917)

"Il ritorno del disegno"

Manet (1832-1883)

"Lo scandalo della verità"

Monet

"La pittura delle impressioni"

Postimpressionismo

Con le "tendenze postimpressioniste" abbiamo indicato tutto quel complesso insieme di orientamenti artistici che si svilupparono in Francia, sopratutto nel corso dell'ultimo ventennio dell'Ottocento, ma che ebbero importanti ripercussioni anche nel resto d'Europa e furono fondamentali per lo sviluppo delle Avanguardie storiche e della nascita dell'arte del Novecento. Alla base della loro esistenza c'era la conquista impressionista della natura, indagata senza che l'artista scegliesse un soggetto particolare poiché tutto quanto si presentava ai suoi occhi sembrava degno di essere rappresentato così come appariva alla vista.

Se l'impressionismo aveva potuto tanto, occorreva andare oltre, o frugare ancora fra le pieghe della natura perché potesse rivelare altro.

Pur nelle assolute diversità di scelte, alcune caratteristiche comuni ai postimpressionisti furono senza dubbio: il rifiuto della sola impressione visiva; la tendenza a cercare la solidità dell'immagine, la sicurezza del contorno, la certezza e la libertà del colore.

Cézanne (1839-1906)

"Trattare la natura secondo il cilindro, la sfera e il cono"


E' la geometria, che permea tutte le cose e a cui tutto può essere ricondotto, la verità a cui Cézanne tende. Le sue figure, pur nell'essenzialità delle forme, acquistano quindi una maggiore monumentalità e una potenza architettonica, mentre l'uso costruttivo del colore determina piani, curve, spigoli, mutamenti d'inclinazione, differenze di luce, come in una scultura di creta appena abbozzata, ma che già mostra il modellato finale.

Nella natura morta, per esempio, gli oggetti non sono disposti in maniera casuale ma studiata, in modo da dar luogo a una composizione armoniosa. il colore è stesso per chiazza accostante e sovrapposte che talvolta di mischiano durante la stesura: ogni frutto, quindi, si colora della tuta di quelli vicini.

Nell'opera "La montagna di Sainte-Victoire", invece, sono lo spessore e la corposità dell'aria che Cézanne intende mostrare nella profondissima valle bloccata dal profilo conico del monte. La profondità è tutta lì, in quel cielo unito alla montagna dall'aria palpabile che si interpone fra il pittore e l'oggetto ritratto.

Seurat (1859-1891)

Attraverso il disegno, Seurat obbedisce alle nuove regole pointillistes (puntiniste).

I primi disegni di Seurat contengono caratteristiche tipiche del lavoro di un artista in formazione, sia per quanto riguarda la scelta dei soggetti rappresentati che per la tecnica propriamente detta. Molto presto, però, il giovane Seurat decide di non osservare più gli insegnamenti accademici dispensati dalla Scuola delle Belle-Arti. Questa rottura si rafforza al ritorno dal servizio di leva nel 1880. Proprio a partire da quest'ultima data, l'artista comincia a cimentarsi anche nel disegno in bianco e nero. Questa tecnica gli consente allora di tradurre la sua teoria del contrasto applicandola in particolare al chiaroscuro.

la maggior parte delle sue opere sono disegni indipendenti che mostrano con quanta dedizione l'artista raffiguri la persona umana nella banalità della sua vita quotidiana. In virtù dei loro soggetti e del loro stile allusivo e sintetico, questi disegni si rifanno certamente all'opera di artisti del calibro di Jean-François Millet o Honoré Daumier.

Le avanguardie storiche

Vengono definite avanguardie, con metafora mutuata dal linguaggio militare e politico, le ricerche e i gruppi artistici o culturali che propongono una radicale innovazione rispetto a una tradizione artistica considerata sorpassata.

Il 900 è stato il secolo dei movimenti artistici di avanguardia e i primi (definiti appunto storici), ai quali l'arte di tutto il secolo si ispirerà, si sviluppano dal 1905 al 1918, con la Grande Guerra come limite. E' il periodo definito Belle Epoque: la società europea vive un momento di pace (per vent'anni non ci furono conflitti) e progresso tecnologico, solo apparentemente inconsapevole delle sue contraddizioni e della crisi che attraversa.


Il termine “avanguardia” circoscrive un ben determinato periodo storico, che affonda le sue radici negli ultimi sprazzi del Simbolismo ottocentesco e si sviluppa attorno ai vari movimenti che presero il nome di Astrattismo, Cubismo, Dadaismo, Fauvismo, Futurismo e Surrealismo , operanti più o meno fino alla soglia degli anni trenta.

I movimenti di avanguardia del primo novecento abbracciano ogni tipo di espressione artistica; agiscono per così dire a livello sociale, non sfuggendo a volte a implicazione d’ordine politico. L’esigenza di eversività, di sovversione nei confronti di strutture ritenute logore, di "distruzione" come base logica di ogni rinnovamento, conduce a gesti spesso clamorosi; per la prima volta l’artista rifiuta il suo pubblico: cessa di adularlo, di servirlo, come più o meno aveva fatto in passato, e lo insulta, lo pone di fronte a oggetti incomprensibili, opere illeggibili, prodotti di una irrefrenabile soggettività, in cui domina soltanto la esigenza individuale ad esprimersi. L’avanguardia trova sviluppi praticamente in tutta l’area europea, anche se Parigi funge più che mai da perno intorno a cui ruotano tutte le varie esperienze continentali. Dai sintomi precorritori di un Laforgue o di un Jarri, attraverso Mallarmè e poi Apollinaire e Bréton, la letteratura conduce la sua battaglia accanto alle arti figurative, che con Picasso e Braque da un lato, Kandinskij e Klee dall’altro, sviluppano prima il Cubismo poi l’Astrattismo. L’avanguardia italiana è solita identificarsi con il Futurismo che con Marinetti e Boccioni trova momenti di intensa partecipazione.

L'art Nouveau

"il nuovo gusto borghese"


Gli oggetti sfornati dall'industria, tutti rigorosamente uguali e sempre rispondenti a precisi standard di finitura, persdno però qualsiasi personalità. In essi non si può più riconoscere la mano dell'uomo che li ha prodotti.

Dare dignità al prodotto industriale, dunque, significa rispondere a due importanti esigenza. la prima e più urgente è di ordine economico: l'innalzamento del livello estetica dei prodotti ha per immediata conseguenza l'apertura di un nuovo e vastissimo mercato, la piccola e la media borghesia.

La seconda esigenza, poi, è quella di porre le basi per un'arte diversa e moderna, in linea con il progresso dei tempi e le nuove aspettative dell'uomo.