Gea in trasferta

Turisti in città

Suzhou è una grande città. Ma questo l'ho già detto.
Suzhou è una bella città, e questo non so se l'ho precisato.
Noi abitiamo nel SIP, che starebbe per Singapore Industrial Park, poi ribattezzato Suzhou Industrial Park dopo - mi hanno detto - un diplomatico scazzottamento tra autorità firmatarie dell'accordo che non è stato onorato proprio secondo i termini.... ma questo non ci interessa.
Dicevo, noi stiamo in una delle parti nuove della città, grattacieli, metropolitana ecc... ne ho già parlato.
La vera Suzhou, però, è a Downtown, a Mudu e oltre, è la parte vecchia; e i cinesi doc, che si ricordano la città prima della modernizzazione - che a noi espatriati fa sentire tanto al sicuro - vi diranno che questa parte vecchia è la più bella e la città, come si sta trasformando, non lo è affatto. Posso capirli.
Ma da espatriata codarda, posso andare a Downtown per passeggiare e fare foto, ma poi ho bisogno della mia bollaSIP.
Comunque, riprendendo il filo, Suzhou è una città per turisti; fossimo in Italia diremmo che è una città d'arte.
Di tutto ciò che ha da offrire - un piccolo assaggio potrebbero essere i nove giardini storici, in parte iscritti nel patrimonio dell'Unesco - ho visto ancora poco, ma rimedierò.
Domenica sono stata a Tiger Hill, la collina della tigre.

La leggenda vuole che su questa collina sia sepolto un re, Helu, e che poco dopo la sua morte, una tigre bianca sia apparsa nei pressi di una tomba, appunto, una tigre bianca, a proteggere la sepoltura.
Da qui il nome del luogo.
Una spiegazione meno poetica è che il lugo sia stato chiamato così per la forma della collina, che assomiglia ad una tigre accovacciata.
Indiscutibile è il fatto che la torre ottagonale pende; lo si percepisce soprattutto a distanza, mentre ci si avvicina in macchina. Le fondamenta hanno ceduto, circa quattrocento anni fa, e da allora si è inclinata progressivamente verso nord-ovest...
Anche la Cina, dunque, ha la sua torre pendente.

Quando si arriva ai piedi di Tiger Hill si attraversa un ponte; un canale navigabile corre tutto intorno, circondato da alberi che in questo periodo sono un tripudio di verde; ogni tanto, dai rami, si lancia un airone, che plana sulle acque e poi ritorna a posarsi in alto. Barchette coperte e decorate di lanterne aspettano i turisti, e ovviamente noi abbiamo ceduto alla tentazione.
I barcaioli sono fenomenali, mentre tu - occidentale imbranato - sali tremolante sperando di non fare capottare la barchetta, loro manovrano da soli e in un unico movimento attraccano, girano la barca, te la fermano e ti aspettano a bordo... e magari, con nonchalance, rispondono pure allo squillo dello smartphone trillante...
Una volta a bordo, è fatta; ti puoi rilassare. Lasciarti dondolare. Ascoltare le battute tra barcaioli - capisci che sono battute dalle risate roche di sigaretta, dagli sguardi che si lanciano, il linguaggio del corpo grazieaddio è universale..
Puoi guardare gli aironi che vanno a pesca. Annusare l'odore particolare che mischia muschio, umido d'acqua e alberi in fiore...
Pace. Tranquillità. Lentezza. Armonia. Quando si arriva in cima alla collina, si passeggia ai piedi della torre, ma il meglio è sedersi un attimo, riprendere fiato, poi scendere verso il giardino dei bonsai e degli stone bonsai. C'è una pagoda che domina la terrazza superiore; al centro ha una stanza che è aperta su tutti e quattro i lati e offriva ombra e visuale panoramica a 360° sul paesaggio circostante. Non è difficile pensare di trascorrere lì dentro un intero pomeriggio: l'aria entra fresca dalle finestre; i bonsai, nei loro vasi, moltiplicano in miniatura le essenze che crescono lungo i fianchi della collina; i pensieri se ne vanno oziosi seguendo lo sguardo che non si annoia mai...

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Una cosa che ho scoperto qui sono gli stone-bonsai, i bonsai di pietra; un'arte antichissima, utilizzata su grande scala per decorare i giardini classici, oppure praticata in miniatura per riprodurre paesaggi di montagna, con tanto di piccoli alberi che si inerpicano sulle rocce intagliate. Mi piacciono; sono suggestivi e surreali ad un tempo. Zen... anche se forse uso questo termine in maniera impropria.