Gli alienati

Gericault

Big image

Alienata con la monomania dell’invidia, 1822-1823

Alienato con la monomania del comando militare, 1822-1823

I famosi ritratti di alienati di Géricault rappresentano ancora oggi un mistero.
Innanzi tutto, sembra che Géricault ne abbia dipinti dieci, ma se ne conoscono soltanto cinque. Gli altri sono dispersi.

Si ignora cosa abbia spinto l’artista a dipingere questi esempi di umanità sofferente. Forse Georget, che stava conducendo importanti ricerche, gli ha proposto di illustrare i suoi libri? I quadri servivano allo psichiatra per le sue lezioni di patologia? Doveva decorare lo studio del dottore? O è un metodo terapeutico sperimentato su di lui?
Quale sia la ragione, Géricault vi si è dedicato con molta attenzione e impegno, è visibile una volontà di procedere a un lavoro clinico che ha qualcosa di sistematico, come una ricerca scientifica.

Nei Ritratti di alienati Géricault conduce, attraverso la pittura, un’indagine scientifica sulla follia. Attraverso la pittura studia a fondo l’individuo e la sua profondità mediante una visione rigorosa e quasi spietata della realtà che ricorda gli studi di Leonardo sulla fisiognomica e i “moti dell’animo”.

Alla comprensione del mondo interiore, misterioso e irrazionale, si affianca il tema dell’infelicità e sofferenza umana, e della condizione sociale. E’ una denuncia contro l’emarginazione dei malati mentali contro la quale si battevano anche scienziati come appunto, Georget ed Esquirol, che per primi considerano questi malati come esseri umani bisognosi di cure.
Il forte realismo rende particolarmente espressivi ed inquietanti questi ritratti. Gli “alienati” sono visti come personaggi misteriosi, che incuriosiscono, colpiscono per le facce e le espressioni intense, così caratteristiche e molto particolari, ma allo stesso tempo, profondamente umane.