MEMORIA PER IL DIRETTORE

(RICHIESTA DI IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA )

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Si fa riferimento alla nota prot. n.6735 dell’11 maggio 2016 della C.T.P. di Napoli con oggetto: “Richiesta di installazione di impianto di video sorveglianza” inviata alla Commissione tributaria regionale della Campania e per conoscenza a questa Direzione.

Nella nota il Direttore della CTP richiedeva l’installazione: “[…] di un impianto di video sorveglianza al fine della verifica di eventuali indebite intrusioni notturne e diurne ed utile anche per motivi di sicurezza degli ambienti durante l’orario lavorativo. L’installazione di tale impianto è altresì necessaria per la rilevazione di eventuali episodi di false attestazioni di presenza, stante che, allo stato, questa direzione procede alla verifica delle attestazioni di timbratura (Sistema SIPRES) esclusivamente a mezzo riscontro cartaceo del personale effettivamente presente.”

A tale proposito è stato chiesto per le vie brevi al Direttore della Commissione tributaria regionale di sapere se nella sede è già operativo un impianto di video sorveglianza simile ed inoltre se la medesima nota della CTP è stata successivamente veicolata ad altro organo competente.

Al riguardo, il Direttore dell’Ufficio di segreteria della Commissione tributaria regionale ha risposto negativamente ad entrambi le richieste e in particolare ha sollevato alcune perplessità in materia di legittimità riguardo il trattamento dei dati attraverso un impianto di video sorveglianza per la rilevazione delle presenze che violerebbe le vigenti norme dell'ordinamento civile e penale in materia di interferenze illecite sul controllo a distanza dei lavoratori.

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Garante per la protezione dei dati personali

Provvedimento in materia di videosorveglianza - 8 aprile 2010

(Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010)

“Nelle attività di sorveglianza occorre rispettare il divieto di controllo a distanza dell'attività lavorativa, pertanto è vietata l'installazione di apparecchiature specificatamente preordinate alla predetta finalità: non devono quindi essere effettuate riprese al fine di verificare l'osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per il rispetto dell'orario di lavoro e la correttezza nell'esecuzione della prestazione lavorativa (ad es. orientando la telecamera sul badge). Vanno poi osservate le garanzie previste in materia di lavoro quando la videosorveglianza è resa necessaria da esigenze organizzative o produttive, ovvero è richiesta per la sicurezza del lavoro: in tali casi, ai sensi dell'art. 4 della l. n. 300/1970, gli impianti e le apparecchiature, "dai quali può derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l'uso di tali impianti" (v., altresì, artt. 113 e 114 del Codice; art. 8 l. n. 300/1970 cit.; art. 2 d.lg. n. 165/2001)”

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Inoltre, al fine indicato di garantire un livello di sicurezza e impedire possibili intrusioni di estranei, il Direttore della C.T.R. ha sottolineato che all’attualità non risulta essersi verificato alcun caso che possa giustificare l’installazione di un tale impianto.

Infine, il Direttore medesimo ha stigmatizzato la mancanza di tempestività in ordine alla richiesta d’installazione di tale sistema di rilevazione in quanto sarà prossimamente avviata, con l’ausilio dell’Agenzia del Demanio, una nuova procedura per la ricerca di un immobile da destinare alla menzionata Commissione tributaria.

Tanto premesso, si segnala l’opportunità di verificare l’effettiva e concreta possibilità che i lavori di installazione in questione siano realizzati e, in alternativa, che venga verificata con l’Agenzia del Demanio la disponibilità di altri immobili pubblici ovvero che venga accelerata la procedura per la ricerca di locali nel libero mercato.