Figure femminili

Dal Rococo all'Impressionismo

ROCOCO

Corrente artistica che si sviluppa nel terzo decennio del Settecento per poi vedere il proprio declino verso gli anni Settanta dello stesso secolo.

Lo stile, che rappresenta al meglio il gusto dell'aristocrazia al tempo, è caratterizzato da eleganza, tratti spumeggianti, uso di colori pastello.

Fragonard, I fortunati casi dell'altalena, 1767

Il dipinto è basato su colori delicati e sul contrasto tra il verde azzurro della vegetazione e i colori brillanti e luminosi della figura femminile e delle parti dove filtra la luce del sole, come il tronco d’albero in primo piano. L’accostamento di tocchi rapidi di scuro e chiaro nelle foglie le rende vibranti come se fossero mosse da un tremolio.

Questo quadro è privo di ogni insegnamento o morale, vi si trova solo il gusto del divertimento e della sregolatezza, caratteristiche di quel periodo "dorato".

NEOCLASSICISMO

Movimento artistico che si è manifestato in europa tra la metà del Settecento e il primo trentennio dell'Ottocento.

Lo stile è caratterizzato dal recupero delle forme classiche e in generale dell'antichità, sia nei contenuti formali che in quelli etici; il fine ultimo dell'arte doveva essere il bello inteso come espressione equilibrata della natura e della ragione.

David, Ritratto di Anne-Marie-Louise Thélusson, 1790

Questo è uno dei numerosi ritratti che David dipinse mentre si stava affermando come pittore. La donna vestita alla moda dell' Ancien régime guarda verso l'esterno rivelandosi allo spettatore nell'imperturbabile serenità tanto amata dall'estetica neoclassica.

Da notare, dal punto di vista stilistico, è il magnifico uso dei bianchi e l'attenzione minuziosa ai particolari, come i ricci della parrucca, il ricamo dello scialle e i bottoncini della poltrona.

Canova, Venere italica, 1804

Il corpo idealizzato di Venere viene definito dalle curve morbide e dalle linee dolci, benché coperto in parte dalla veste; il panneggio delicato comunque ne fa trasparire le forme più sensuali.

La giovane dea, che con un' "elegante" goffaggine cerca di tenere su le vesti, ha un'espressione mista tra il pudore e l'imbarazzo, che si mantiene comunque nella sfera dell'etereo.

Ingres, La grande odalisca, 1814

Elementi tipicamente neoclassici sono il linearismo -infatti le linee plasmano il soggetto con estrema precisione-, la sensazione di imperturbabilità e l'atmosfera cristallina in cui è immersa la scena.

Sono propri, invece, dello stile personale dell'autore la morbidezza del contorno, la dolcezza degli sfumati, il perfetto bilanciamento compositivo e gli ottimi rapporti cromatici.

GOYA

Benché risalga al periodo storico del Neoclassicismo, lo stile di Goya certamente non rientra negli schemi di questa corrente, né di quella precedente, il Rococo.

Erede di una tradizione iniziata con Tiziano, proseguita con El Greco e infine Velasquez, Goya già dalla fine degli anni Settanta del XVIII secolo inizia a manifestare il suo stile particolarmente originale: la pennellata diventa più strisciata, meno controllata (vs. David) e i colori spumeggianti del Rococo non vengono più riproposti.

Dal punto di vista contenutistico i quadri di Goya sono impregnati di critica alla società o in modo velato, come in alcuni ritratti, o in modo diretto come nella raccolta di incisioni Los caprichos.

Contessa di Chinchòn, 1800

Avvolti dalla tenebra, i colori della figura risaltano violentemente, e la luce che sembra riflettersi sul vestito bianco della ragazza manda lampi diretti verso il suo volto, caratterizzato da un'espressione vacua e un incarnato pallido e slavato, che fanno trasparire la natura altera e sciocca della Contessa.

Caratteristico di Goya, nei ritratti, era infatti rappresentare non solo la realtà esterna, ma anche la natura più profonda del soggetto, che non sfugge mai alla critica del pittore.

ROMANTICISMO

Corrente artistico-letterale che si è sviluppata nei primi dell'Ottocento, che vedeva come punti centrali della propria teoria l'originalità, la soggettività, l'irrazionalità e la riscoperta delle origini.

Benchè gli artisti di questo periodo abbiano affrontato la maggior parte delle tematiche proposte da questo movimento, il loro stile rimase attaccato alla tradizione accademica, il che contraddice l'idea che ogni opera d'arte debba essere spontanea e priva di qualsiasi rielaborazione della Ragione.

Géricault, Alienata con monomania dell'invidia, 1822

Questo dipinto fa parte di una serie di tele che erano state prodotte come testimonianza di uno studio psicologico condotto da un medico psichiatra.

La vecchia viene rappresentata con gli occhi, incavati e arrossati, che fissano il vuoto, la cuffia storta e i vestiti malconci. In questo caso però Géricault non giudica, ma si limita solo a descrivere i sintomi visibili di questa monomania, rivelando quasi una certa compassione.

Delacroix, Testa di donna, studio per i massacri di Scio, 1823

Essendo uno studio Delacroix si concentra soprattutto sullo sguardo e sull'espressione del volto della donna per riuscire a catturare la paura e lo sconforto che dovevano poi trasmettere i personaggi del quadro definitivo. Ed infatti la figura è immersa nell'oscurità e la luce radente colpisce il volto un po' scavato e fa brillare gli occhi che fissano il vuoto.

PRERAFFAELLITI

I Preraffaelliti, membri dell'omonima confraternita, sceglievano come soggetti delle loro opere personaggi e scene che simboleggiavano una riscoperta delle origini e un rinnovato spirito religioso. Spesso, dunque, come ambiente storico veniva scelto il medioevo, i personaggi erano tratti da opere letterarie inglesi e non mancavano giudizi moralistici.

Millais, Ophelia, 1851

L'impostazione della scena è tradizionale e il soggetto viene scelto in quanto personaggio di una tragedia di Shakespeare, simbolo dell'originalità inglese. La scelta di rappresentare il momento della morte di Ophelia rappresenta una sfida all'iconografia vittoriana offrendone una lettura di stampo romantico, che inclina verso i toni della decadenza.

REALISMO

Corrente artistica sviluppatasi a metà dell'Ottocento , che sosteneva che l'artista dovesse trascrivere imparzialmente e obiettivamente la realtà, senza fare distinzione tra i soggetti artistici, presi esclusivamente dalla vita contemporanea, con consapevolezza del senso storico e con l'unico obiettivo di spiegare la realtà.

Courbet, L'origine del mondo, 1866

Forse questo quadro per certi versi può essere considerato il culmine della pittura realista, in quanto un soggetto del genere, che mai prima d'allora era stato unico protagonista di un'opera per quelle regole non scritte del pudore, viene descritto minuziosamente, senza alcuna idealizzazione né dell'incarnato né delle forme e della fisicità delle curve della donna.

Infatti Courbet rifiutava la pittura accademica e i nudi lisci e idealizzati, ma criticava anche le ipocrite convenzioni del Secondo Impero, per le quali l'erotismo e perfino la pornografia erano accettabili in quadri mitologici o onirici.

Caillebotte, Donna alla toeletta, 1873

Calleibotte in questo quadro riesce a rendere la naturalezza insita nel gesto di tutti i giorni di allacciarsi un vestito. La scelta di tale soggetto è in perfetta linea con i principio del realismo per il quale non doveva esserci alcuna discriminazione tra i soggetti rappresentabili, ma solo l'attenzione a una descrizione oggettiva.

ed infatti in questo quadro possiamo notare alcuni degli elementi tipici dei propositi del Realismo quali: la luce soffusa, compatibile con l'orario in cui si svolge la scena, che entra da una finestra e illumina il volto della ragazza che si riflette nello specchio, la costruzione ancora accademica della composizione e l'attenzione per i particolari più banali, ma che spesso non vengono neanche notati come la spazzola o i flaconi.

Manet, Il bar delle Folies-Bergère, 1882

Questo dipinto è l'ultimo a cui Manet lavorò e in esso per l'appunto troviamo tutti gli elementi caratterizzanti il suo stile: il gusto per la natura morta, i colori piatti senza chiaroscuro, la suggestione delle luci riflesse nel grande specchio alle spalle della ragazza che fissa con occhi mesti l'avventore.

Il salone delle Folies-Bergère ci viene mostrato ne riflesso delle specchio in cui si confondono le figure delle dame e dei gentiluomini, comunicando allo spettatore l'atmosfera chiassosa immersa nel fumo.

IMPRESSIONISMO

L'impressionismo si potrebbe in un certo senso definire "un Realismo all'ennesima potenza" in quanto rappresenta senza filtri intellettuali l'impatto visivo e si può considerare un'estremizzazione dell'oggettività realista. Non veniva proposto nessun messaggio moralistico e di denuncia , in quanto per gli impressionisti la pittura si doveva concentrare solo sui meccanismi tecnici, portando così a una demistificazione dell'arte.

Renoir, La lettrice, 1874

Il soggetto di questo quadro è una giovinetta dai tratti morbidi che incantano svelando un’espressione della bocca che tradisce una certa ilarità, molto probabilmente provocata dal testo nel quale si immergono gli occhi, disegnati con semplici tratti di nero.

L'altra protagonista del quadro è la luce che, pur avendo la sorgente alle spalle della giovane, ne illumina dolcemente il volto riflettendosi sulle pagine del libro.

Degas, Dopo il bagno, 1888

Dopo il bagno è un esempio particolarmente significativo degli studi del maestro francese sul movimento del corpo delle modelle in atti inconsueti e intimi, sorpresi dall'osservazione dell'artista. E' eseguito mediante la tecnica veloce del pastello che sfrangia il colore con effetti luminosi e molto impressionistici, e che accentua la posizione scomposta della ragazza.

SIMBOLISMO

Questa corrente artistica si sviluppò in pieno contrasto con il contemporaneo realismo sostenendo che ciò che era da rappresentare non era la sola realtà, ma una realtà altra: l'interiorità. Così gli oggetti e i personaggi mitologico-letterari divennero simboli carichi di significati più o meno espliciti.

Il simbolismo è stata una corrente artistica trasversale ed infatti possiamo notare la sua influenza su diversi artisti, come per esempio Gauguin.


Odilon Redon, Armure, 1891

In perfetta linea con le linee teoriche del simbolismo in questo ritratto l'autore non vuole far riconoscere il soggetto, bensì, partendo dalla propria immaginazione, vuole offrire uno spunto all'immaginazione di chi lo osserva.

"Divini elementi plastici, avvicinati, combinati per provocare sogni… incitando al pensiero" (Odilon Redon)

Segantini, Le cattive madri, 1896

"Racconto di madri che lasciano i figli e ricordo di un'infanzia vissuta nella nostalgia di un tragico abbandono" questo è ciò che possiamo ipotizzare a partire dal titolo, però è osservandolo meglio che ci accorgiamo di alcuni particolari che ci portano a domandarci se è solo questo il significato del quadro. La risposta è diversa per tutti.

POSTIMPRESSIONISMO

Con questo termine (coniato nel 1910) non si vuole indicare né una scuola né un movimento vero e proprio, bensì un gruppo di artisti diversi tra loro, ma accomunati dal desiderio di superare il realismo impressionista. Quindi l'arte diventa non più il frutto delle impressioni, bensì dell'elaborazione mentale dell'artista, portando così a una "demolizione" della luce e dello spazio.

Cézanne, Leda e il cigno, 1880

Leda e il cigno è un soggetto che è stato molto affrontato da artisti di diverse correnti artistiche, anche se in questo caso al pittore interessava più lo studio del colore che il soggetto. Ed infatti in questo quadro risulta evidente l'originalità della tecnica pittorica di Cézanne: la sovrapposizione dei colori per spalmature successive. tecnica che doveva rappresentare la sintesi tra la visione ottica e la coscienza delle cose.

Seurat, Donna seduta con parasole, 1884

Anche nel disegno Georges Seurat riesce a seguire le regole puntiniste, infatti il segno della matita su carta ruvida viene sgranato naturalmente.

In questo disegno il segno della matita si addensa sul busto e sui capelli , mentre si alleggerisce nella gonna e nel volto geometrico, suggerendo un tenue effetto di sfumato.

Gauguin, Manao Tupapao, 1892

"Viola, blu scuro e giallo aranciato. Faccio le lenzuola giallo-verdastre: 1° perché le lenzuola di questa selvaggia sono differenti dalle nostre (scorza d'albero battuta) 2° perché suscitano, suggeriscono la luce artificiale (la donna canaca non dorme mai nel buio completo) e tuttavia non voglio l'effetto di una lampada (è banale) 3° questo giallo, legando il giallo aranciato e il blu, completa l'accordo musicale. " (Paul Gauguin, Noa-Noa, 1897)

Toulouse-Lautrec, Jane Avril che balla, 1864

Con tratti semplici, decisi e sintetici Lautrec riesce a cogliere la spontaneità di questa danza e con pochi dettagli riesce a ricreare l'atmosfera.