Giochi matematici

Impariamo divertendoci

finalità

La matematica è spesso poco amata dagli studenti, e non solo, soprattutto per l’immagine non positiva che ne danno i massmedia, che la considerano scienza impegnativa, difficile, astrusa e per la quale, anche personaggi importanti, si vantano di non averla mai capita e di non averla mai studiata. Si tratta di un pregiudizio e di una cattiva fama indotta da insegnamenti in cui la Matematica veniva presentata come un coacervo di definizioni, regole, di enti geometrici da memorizzare con conseguente crisi di rigetto. Ciò avviene proprio mentre la richiesta di formazione matematica è sempre più diffusa ed avvertita in tutti i Paesi. Questa attività intende offrire agli alunni della scuola la possibilità di “giocare” con la matematica in un clima di sana competizione, coinvolgendo anche coloro che rifiutano la disciplina nella sua forma "tradizionale

obiettivi

Far sperimentare agli studenti che cosa significhi “fare matematica”, senza costringerli ad apprendere nozioni e tecniche non facenti già parte del loro bagaglio culturale. Si è scommesso sull’ipotesi che anche studenti che fanno fatica ad interessarsi alla matematica, inteso come corpus di teorie e tecniche, studenti che stentano a memorizzare le più semplici formule, messi in un contesto opportuno - il lavoro in piccoli gruppi con un animatore che ne stimoli la curiosità e la voglia di confrontarsi - possano assaporare il gusto della ricerca anche in campo matematico. I giochi matematici si possano prestare allo scopo, oltre a presentare una serie di utili ricadute formative, qual è ad esempio la presa di coscienza dell’importanza di esaminare bene un problema in ogni sua parte e della necessità, nell’affrontare qualunque questione, di formulare ipotesi che risultino ragionevoli alla luce delle loro possibili conseguenze.

I docenti ed i loro insegnamenti

Come si può imparare giocando

I giochi matematici, molto diffusi nell’antica Grecia, sono una vera e propria palestra per la mente che resta allenata a pensare e a ragionare, con logica e inventiva, se continuamente messa alla prova. Alcuni libri adattissimi per ragazzi ed adolescenti si prestano ad essere utilizzati a tutte le età e risultano divertenti anche a chi è un po’ più in là con gli anni. Il gioco matematico può divertire perché suscita interesse, costringe a pensare varie soluzioni, a perseguire strategie, a cambiare rotta se quel percorso intrapreso risulta fallace. Insomma è una continua sfida alla ricerca della soluzione, o delle soluzioni, ai diversi problemi. Allenarsi con i giochi matematici risulta un’attività particolarmente proficua per affrontare le complessità del mondo di oggi che non ha mai un’unica ed immediata soluzione, ma che costringe continuamente a riformulare ipotesi, ragionamenti, percorsi mentali e materiali. Inoltre i giochi matematici sono sempre più parte integrante dei programmi scolastici e delle prove d’esame degli esami di stato, sotto la forma di tanti problemi da risolvere. Inoltre i test per l’accesso alle varie università e per affrontare il mondo del lavoro in generale spesso si basano su esercizi di logica. I giochi, quindi, sono un importante e utile strumento di una moderna didattica. Come scrive Guerraggio:

“Perché un problema diventi un gioco matematico occorre anche che il suo enunciato sia divertente e intrigante, che susciti curiosità e la voglia di fermarsi un po’ a pensare. Meglio ancora se la stessa soluzione sorprende per la sua semplicità ed eleganza. In un gioco matematico c’è sempre la sfida a scoprire che un problema, apparentemente complicato, è in realtà semplice. Da un gioco matematico viene spesso lo stimolo a saperne di più e ad approfondire qualche questione. (…) Per tutte queste ragioni, i giochi matematici sono un veicolo quanto mai utile per diffondere la bellezza e l’utilità della matematica e per far capire che bellezza e utilità vanno ben al di là dei confini delle aule scolastiche.”

L’abitudine ad allenare la mente ai giochi matematici impone la necessità del rigore, della precisione, costringe ad utilizzare con esattezza la lingua e ad esprimersi anche attraverso un linguaggio non verbale, fatto di schemi grafici, di disegni, di immagini virtuali e mentali, attraverso cui si acquisiscono “intuizione e razionalità”.