Ceramica cinese

S&E

LE ORIGINI

Dopo l’invenzione della ceramica nel Neolitico ( 5000-2200 a.C.), gli antichi cinesi riuscirono a produrre varie tipologie di ceramica ( ceramiche dipinte, ceramica nera e ceramica intagliata ). I lunghi anni di esperienza con il forno di cottura portarono la Cina ad entrare in una nuova era di produzione della ceramica durante la dinastia Han ( 206 a.C.-220 d.C. ). Appaiono l’invetriatura e la decorazione con animali in rilievo.

Durante le Sei Dinastie i vasai riuscirono a migliorare la qualità del Celadon sia nel colore dello smalto che nella qualità del corpo dell’ argilla. Dal 600-900 d.C ci fu l’introduzione di mercanzie multicolori che comprendevano figure umane, di animali e soldati posti a guardia delle tombe.

Dal 900 al 1200 d.C. il successo della produzione della ceramica fu la colorazione di nero della merce ed il più spettacolare dei monocromi, il Celadon del nord dal tipico colore verde oliva.

Dalla fine del 1200 alla fine del 1300 si ha la produzione di merci blu e bianco.

E nel 1400 sia le tecniche di impregnazione che quelle di verniciatura migliorarono e le merci raggiunsero una migliore qualità con un corpo più bianco e un blu più ricco con la produzione di vari oggetti come vasi, piatti decorativi, lastre lavorate a bassorilievo utilizzate come paraventi da tavolo.

Durante la dinastia Ming, il drago e la fenice sono stati i motivi più popolari decorativi sugli oggetti in ceramica. Altri animali, forme vegetali e figure umane in giardino e l’impostazione degli interni sono stati spesso utilizzati come decorazioni per le ceramiche bianche e blu.

Un’altra categoria notevole di merci colorate prodotte durante la dinastia Ming era il Susancai o ‘tri-colore’. I tre colori principali sono il giallo, il verde e melanzana. Il periodo più famoso della produzione della ceramica cinese si ebbe tra il 1600 e la fine del 1700, per il fatto che la produzione avveniva ad una temperatura superiore acquisendo anche un aspetto più brillante rispetto a quelli della dinastia Ming.

L’uso di smalto Fencai per la decorazione degli articoli di porcellana portò alla possibilità di avere a disposizione una più ampia gamma di colori a ciascuno dei quali poteva essere applicata una varietà di toni. Potrebbero essere stati utilizzati per delineare alcune delle composizioni pittoriche più complesse come le forme di fiori e piante, figure e insetti.

Inoltre, si crearono una serie di nuovi smalti, soprattutto monocromi. Tra questi ricordiamo il Sang-de-boeuf, il rough-rosa, il corallo rosso e lo specchio nero.

Sempre durante la dinastia Ching si inventarono il Lujun o uovo di pettirosso, prodotto in due successive cotture ed un altro significativo colore, la “polvere di tè”. Si tratta, quest’ultimo, di uno smalto opaco finemente punteggiato da colorazioni verde, giallo e marrone.

La fine dell’impero e la nascita della Repubblica Cinese provocarono il crollo dei forni ufficiali. Al posto di questi si insediarono dei forni privati avviati dagli operatori e dagli artisti che precedentemente avevano lavorato nelle fornaci ufficiali. Con la loro competenza, produssero vasellame di porcellana di alta qualità.

Quando scoppiò la guerra nel 1937, tutti i forni furono chiusi. Gli operatori e gli artisti si dispersero, cercando di guadagnarsi da vivere. Quando venne la pace nel 1945, la stabilità sociale portò alla ricostituzione del settore della ceramica. Durante questo periodo sino ai nostri giorni ( quasi 70 anni ), l’industria ceramica cinese ha riguadagnato la sua gloria precedente e sta godendo di una crescente prosperità.