La ceramica di Deruta

una ceramica italiana

DERUTA

  • Centro collinare di origini probabilmente antiche, in cui si tramanda da tempi immemorabili la produzione artigianale di raffinate ceramiche artistiche. I derutesi, con un indice di vecchiaia di poco superiore alla media, vivono concentrati soprattutto nel capoluogo comunale; il resto della comunità si distribuisce nelle località di Sant'Angelo di Celle, San Niccolò di Celle, Ponte Nuovo, Ripabianca, Casalina e Castelleone, in aggregati urbani elementari e in case sparse sui fondi. La vasta pianura a occidente del capoluogo comunale è orlata dai rilievi collinari che, incisi profondamente dall'idrografia e coperti da una fitta macchia mediterranea, fungono da spartiacque tra la valle del fiume Tevere e la Valle Umbra. Dai numerosi punti di osservazione dell'abitato, a pianta compatta e raccolto su un poggio, si gode di uno splendido panorama, che spazia dal monte Peglia a Perugia, abbracciando la fertile piana del Tevere in longitudine e latitudine. Vivaci e contrastanti i cromatismi: nella stagione calda al verde cupo dei boschi si alternano le tinte variegate dei seminativi e dei frutteti, nonché i toni caldi e brillanti delle immense distese di girasoli tipiche dei fondovalle umbri

le ceramiche di Deruta

La storia delle ceramiche di Deruta



L’arte di Deruta è una tra le più antiche, è documentata sin dal 1296 l’esistenza del toponimo “terra vasaria” che si accompagna a testimonianze anche in centri vicini come Marsciano, Todi e Torgiano villaggi di antica produzione laterizia. Gli elementi necessari sono i più semplici: Terra Acqua e Fuoco e da una manciata di argilla nascono i primi manufatti. Un processo di lavorazione considerato come monoeconomia già nel lontano 1300.



All’ origine di questa attività vi è senz’altro l’esistenza sul posto di materie prime adatte alla lavorazione della majolica:

  • l’argilla : si tratta infatti di un materiale la cui caratteristica è l’estrema plasticità;
  • e la silice: per la composizione dello smalto atto a rivestire la terracotta.

Le produzioni di epoca medioevale hanno forme e decorazioni tipiche del periodo arcaico e sono composte da oggetti di uso comune di tipo domestico-utilitari dalle forme ricorrenti: panate, bacili, brocche, scodelle, piatti, e tazze. Sobri anche i motivi decorativi, geometrici, floreali, zoomorfi e araldiche basati sull’uso del marrone (manganese) e verde (ossido di rame); più tarda è l’introduzione del blu (ossido di cobalto). Un considerevole numero di reperti e testimonianze conservate tutt’oggi in musei ed in collezioni, dimostrano la continuità di produzione sin dal Medioevo.

Ceramiche Artistiche - Grazia Deruta Maioliche - Italiano