Fragonard, Delacroix e Ingres

Fragonard

Alla fine del settecentyo è arrivo a Parigi Jean-Honorè Fragonard, i cui primi passi artistici si sono svolti a contatto con Boucher e Chardin. Attorno al 1769 Fragonard, rinnovatore della grazia e delle atmosfere di Watteau, concepisce una singolare serie di tele di uguali dimensioni, le cosiddette figures de fantaisie, forse per un'ideale galleria di ritratti. Nonostante alcune di esse siano documentate come ritratti di personaggi dell'epoca, la maggior parte sembra priva di riferimenti reali.


I modelli sono uomini e donne vestiti con raffinatezza, tutti a mezzo busto e nella medesima scala, al di là di un parapetto di pietra che sembra richiamare il ritratto al balcone di origine quattrocentesca. Incurante della verosimiglianza e del dettaglio, Fragonard traccia rapide pennellate che ricordano Rubens e i veneziani, usa luminosi tocchi di bianco e colori brillanti, spesso con la dominante del giallo, e rifinisce con la punta di legno del pennello qualche piega degli alti collari.

Alcune di queste tele saranno esposte a Parigi nel 1860 alla Galerie Martinet e descritte dai Goncourt:"Gli bastava un'ora per abbozzare così fieramente quei ritratti; la rapidità, checchè si dica, ha i suoi meriti e M. de la Breteche non sarebbe venuto meglio in venti sedute."


Sarà l'Impressionismo e l'affermarsi della pittura pura, in cui il soggetto è un pretesto, a rivalutare le anticipazioni di questi ritratti.

Delacroix

Delacroix dipinse numerosi autoritratti e un certo numero di ritratti che sembrano essere stati realizzati per puro piacere, tra i quali quello del barone Schwiter, un piccolo olio che ritrae il violinista Niccolò Paganini e un doppio ritratto dei suoi due amici, il compositore Fryderyk Chopin e la scrittrice George Sand; il quadro fu tagliato in due dopo la sua morte ma i due ritratti sopravvivono singolarmente.



Aline, la donna mulatta, 1826

" Non mi meraviglierei si gli impressionisti avessero da ridire sul mio modo di fare pittura. Esso è stato fecondato in misura maggiore dalle idee di Delacroix che dalle loro, poiché più che rendere ciò che mi si presenta davanti agli occhi, io mi servo del colore arbitrariamente, per esprimere fortemente me stesso."


Van Gogh

Monsieur Frederic Villot, 1832

Villot e la moglie Pauline possiedono una grande proprietà nei dintorni del villaggio di Champrosay, dove ospitano in più di un'occasione Delacroix, che ama riposarsi nella quiete della campagna ai bordi della Senna, lontano dalla vita frenetica di Parigi. Il pittore si affeziona così intensamente a quei luoghi che nel 1852 vi acquista a sua volta una casa, non lontana dalla proprietà dei Villot, ai quali spesso fa visita.


Leon Riesener, 1834

Leon è un giovane aristocratico, anch'egli pittore, appartenente alla migliore società parigina. Leon ed Eugene Delacroix sono legati da una sincera amicizia e tale affetto verrà chiaramente espresso nel testamento dell'omai anziano Delacroix:" Lego al signor Leon Riesener, mio cugino, la somma di ventimila franchi e tutta la proprietà della mia casa di campagna di Champrosay, con tutti isuoi annessi e tutti i suoi mobili. Gli lego inoltre il ritratto di mio cugino Henri Hugues."


Ingres

Nell'ambiente parigino si affermò soprattutto come ritrattista dell'alta borghesia;la sua fama all'interno di tali ambienti lo porterà a dipingere persino il ritratto di Napoleone Bonaparte imperatore.


La sorprendente galleria di ritratti, estremamente realistici, che Ingres ci ha lasciato, è un vero e proprio specchio della società borghese del suo tempo, della quale il pittore esalta pregi e virtù, grazie alla precisione del suo disegno. Il suo apporto alla storia della pittura fu di estrema importanza, anche perché inserì il concetto nuovo di "arte per l'arte", dando ad essa una valore assoluto e ponendola al primo posto davanti a tutto. È infatti singolare che, dal massimo esponente del neoclassicismo, sia venuto uno dei principi che informeranno la pittura moderna e contemporanea.

Contessa d'Haussonville, 1845

La scelta per la posa della modella risente decisamente dei precedenti studi sulla figura di Stratonice, sprimendo un legame ideale con quel soggetto e assimilandone il significato simbolico di pudicizia classica.


Il ritratto nel suo insieme recupera la brillantezza e la vivacità di alcuni dei dipinti realizzati da Ingres nel primo decennio dell'Ottocento. Così, dietro alle spalle della giovane contessa è situato uno specchio che riflette l'immagine della sua bella testa acconciata; ma è soprattutto quell'aria enigmatica che utilizza Ingres per cercare di creare un'immagine ideale della femminilità.

Madame Duvaucay, 1807

La fragile dolcezza di madame Duvaucay ispirò ad Ingreso il primo ritratto del suo soggiorno romano. La bella donna era l'amante del diplomatico francese Charles Alquier che volle forse omaggiarla offrendole l'opera di un giovane connazionale dall'indubbio talento. Con questo dipinto Ingres si conferma come è stato più volte definito pittore della bellezza femminile, riuscendo a realizzare attravero forme che ben si adattano alla grazia femminile un'immagine delicata e allo stesso tempo intensamente seducente.


Ritratto di Louis-Francois Bertin, 1832

Louis-Francois Bertin era un noto uomo d'affari e il più potente giornalista del suo tempo, nonchè amico e protettore di Ingres. Favorevole alla rivoluzione francese, reagì con orrore di fronte al modo in cui gli eventi si svilupparono e cominciò pian piano a rinnegare l'ideale rivoluzionario.


Nel suo ritratto Ingres seppe mettere in luce il carattere combattivo dell'uomo, caratteristica che ben si adattava a rappresentare la forza della nuova borghesia degli affari, lanciata in quegli anni alla conquista del potere sia politico che finanziario.

Nonostante l'entusiasmo di Ingres il dipinto non riscosse grande successo: l'atteggiamento informale di Bertin suscitò scalpore presso i contemporanei.