Gea in trasferta

Underpants... o dell'irriverenza degli espatriati

Questo grattacielo in costruzione domina sul lago JinJi e l'idea è che, una volta terminato, costituisca il nervo centrale della città. Della città moderna.



Abito poco lontano da questo "energumeno"; ogni volta che guardo fuori dalla finestra la sua mole incombe, ancora un po' sdentata, visto che stanno montando le lastre delle finestre e molti piani devono ancora essere completati.
Qualche volta arrivano zaffate di silicone - credo che lo usino a suon di betoniere! - oppure di addensanti sintetici per il cemento - che scorre a fiumi...
Quando scendo in strada sbircio dentro al cantiere e c'è sempre qualche camion - non importa quale ora del giorno o della notte sia - che viene religiosamente ripulito con getti di acqua a forte pressione: le ruote dei mezzi, quando escono dai cantieri, devono essere prive di terra, altrimenti i conducenti vengono multati.
Proprio sulla cima c'è una gru, che fin dal primo giorno ha attirato lo sguardo ammirato di mio figlio.
Qualche volta la nebbiolina copre la cima del grattacielo; ogni mattina, aprendo le tende, controlliamo il "meteo": quando riusciamo a vedere la cima del grattacielo la giornata si preannuncia limpida. Diversamente il grigio scende a nascondere la gru, e anche il cielo diventa un desiderio...
Qualche volta, il pomeriggio, o nel fine settimana, gli aquiloni - quelli pilotati da mani veramente abili - fluttuano proprio alla stessa altezza dell'ultimo piano del "bestione" e ti ritrovi naso all'aria, in mezzo ad altri naso all'aria come te... perchè se gli aquiloni sono popolazione abituale nel cielo, qui in Cina, non è così semplice vederne volare uno a quasi 300 m!
Quando dicevo che il grattacielo deve diventare il perno principale della città, intendevo questo; non solo la sua altezza è studiata per essere superiore a quella di qualsiasi altro edificio qui a Suzhou, ma anche la posizione è stata meticolsamente studiata.
Di fatto l'edificio simboleggia una porta, che si pone lungo una direttrice che attraversa la città da est a ovest, se non erro.
Dong Fang Zhimen. La grande porta d'oriente. Appunto.
Ho imparato il nome perchè è anche quello della fermata della metropolitana dove noi scendiamo. E i primi tempi mi sembrava poetico. Espressivo; evoca bene l'aria di crescita, attività, ricchezza in fieri, grandezza che la Cina - almeno questa Cina che sto vivendo e vedendo qui - vuole trasmettere.
Nome altisonante, che ispira orgoglio e nobiltà, insomma.
Poi un giorno, ricevendo le dritte per andare a casa di una compagna di mia figlia, prendo nota che devo fare la strada "che passa sotto i mutandoni"... What?
Ebbene sì... signori e signori, ecco a voi, Dong Fang Zhimen, meglio conosciuto come Underpants... o Pants, per gli amici...
Un po' come i vestiti nuovi dell'imperatore, il crollo di un mito, la pernacchia all'avvocato di Fellini...
Non credo che l'architetto approverebbe...