Stalin

Stalin vs Trotzki

Lenin morì nel 1924 essendo capo del partito comunista..così si scatenò la lotta per la successione al potere, ma i due personaggi principali erano: Stalin, segretario del PCUS e Trotzki, capo dell'Armata Rossa. Lo scontro tra i due riguardò essenzialmente la politica estera: Trotzki era sostenitore della tesi della rivoluzione permanente, ovvero intendeva (lasciando stare i fallimenti in Europa), continuare a sostenere le spinte rivoluzionarie ovunque, per questo permanenti. Stalin, invece,molto più realista sostenne invece la tesi del socialismo in un solo paese: diceva che l'Unione Sovietica era troppo debole per esportare la rivoluzione. Per Stalin bisognava quindi imporsi per il momento a consolidare il socialismo in Unione Sovietica e rimandare a lungo l'espansione comunista in Europa e nel mondo.
Lo scontro tra i due si concluse nel 1928, con la vittoria di Stalin mentre Trotzki, l'anno successivo, verrà esiliato.

Presa al potere (scelte economiche-politiche)

Lo stalinismo fu i un regime totalitario modernizzatore, che cercò di industrializzare in tempi velocissimi l'Unione Sovietica, paese allora ancora semi-agricolo. Questa modernizzazione forzata produsse però dai 10 ai 25 milioni di vittime. Stalin, il capo, istituì una commissione statale, detta Gosplan, con il compito di attuare dei piani quinquennali, che dovevano regolare in maniera precisa lo sviluppo economico del paese. Venne abolita la NEP e fu introdotta la politica della pianificazione economica: tutto tornò ad essere in mano allo Stato.Dopodiché venne cancellata in ogni sua forma la proprietà privata.
Il primo piano quinquennale fu del 1929. L'industrializzazione forzata si accompagnò alla collettivizzazione delle campagne. Cominciò così la lotta contro i kulaki, la dekulakizzazione: circa 3 milioni di contadini russi vennero uccisi. Veniva considerato kulako, e quindi nemico di classe, anche un contadino con un fazzoletto di terra. I metodi erano grezzi: si caricavano sui treni queste persone e le rilasciavano in Siberia senza nulla.
In Ucraina vi fu una terrificante carestia che produsse circa 6 milioni di morti, ma fu una carestia "voluta" dall'alto, voluta dal partito per piegare la volontà all'indipendenza ucraina. Per creare questa situazione, il PCUS chiese quote di grano sempre maggiori fino a privare i contadini. Mentre le persone morivano di fame, il governo vendeva gli spazi agricoli all'estero per acquistare i macchinari necessari all'industrializzazione.
Verso la metà degli anni Trenta (dopo varie rivolte contadine) tutta la terra sovietica era stata collettivizzata e organizzata in grandi aziende agricole. Queste proprietà furono suddivise in kolchoz e sovchoz, i primi erano aziende agricole gestite da una comunità contadina, mentre i sovchoz erano sotto la direzione di funzionari statali.