Testimonianza di Liliana Segre

Testimonianza di una sopravvissuta allo sterminio nazista

Chi è Liliana Segre?

Sopravvissuta allo sterminio nazista, Liliana Segra è una donna di circa 80 anni che per 45 anni dopo le sue brutte avventure è stata muta e non ha parlato di quello che le era successo. Ora invece, dopo essere diventata nonna, testimonia i suoi fatto e vuole che vengano conosciuti dai giovani per non ripetere.

Qui la sua testimonianza:

https://youtu.be/fHGYq2L0-Zg

Alcune citazioni della testimonianza

<<Da piccola non sapevo di essere diversa, ma nell'estate del '38 sono stata espulsa dalla scuola perché ero ebrea>>
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<<Eravamo una lo specchio dell'altra. Eravamo orribili, con la testa rapata e eravamo magre come scheletri>>
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Wordcloud

Questa nuvola di parole riassume con alcune parole chiave la testimonianza, e più in particolare lo sterminio delle razze diverse da quella ariana.
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I fatti storici della testimonianza

Liliana cita alcuni avvenimenti che sono storici:


  • L'espulsione degli ebrei dalle scuole;
  • L'esclusione civile degli ebrei;
  • Le visite mediche per giudicare se un prigioniero avrebbe dovuto lavorare o essere ucciso;
  • La deportazione nei campi di concentramento;
  • La rabbia della prigionia;
  • La voglia di vivere e di ribellarsi;
  • L'egoismo che si crea e il pensare solo a se stessi perché non si aveva cibo a sufficienza.

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Commento Personale

Non posso davvero credere a ciò che è successo. Solo a vedere alcune immagini mi sale una sensazione che fatico molta fatica a descrivere. È come se riuscissi a sentire il dolore che i prigionieri provavano, la loro stanchezza e la loro distruzione morale e fisica. Non mi sembra quasi possibile che l'uomo sia stato così cattivo verso dei suoi fratelli, perché nulla separa la razza ariana da quelle sterminate. Non riesco a capacitarmi di quello che sia successo, ed è proprio per questo che faccio fatica ad esprimermi su questo argomento. Provo una sensazione di dolore e di tristezza diversa da tutte le altre siccome, secondo me un avvenimento così brutale non ha avuto eguali, e non sono l'unico a pensarlo. Allo stesso tempo faccio fatica a capacitarmi di quello che è successo e quasi non ci credo, e queste due sensazioni assieme mi portano a togliermi delle parole di bocca e a non riuscire a spiegarmi e ad esprimermi.

Mi faccio spesso molte domande. Mi chiedo come sia possibile che sia avvenuto tutto ciò, e mi domando come facesse chi appoggiava il movimento fascista, io non avrei retto moralmente a vedere tutte quelle persone, per di più uguali a me, in quelle condizioni, disperate, senza più un'identità, senza più nome, tutte uguali, in quelle condizioni fisiche, scheletriche, rasate a zero e con dei visi scavati tanto da vedere le ossa. Io non avrei retto, e mi chiedo quelle persone come facessero ad essere addirittura contente e fiere di quelle azioni indescrivibilmente orribili che stavano compiendo.

Mi chiedo come facessero ad essere contenti di compiere quelle azioni di disumanizzazione che stavano compiendo. A strappare donne e bambini e a dividerli, mi chiedo come facessero a cambiare personalità da un momento all'altro, magari essendo gentili e molto raffinati con uno di loro e poi girarsi dall'altra parte a prendere a calci e pugni delle persone innocenti, dargli dei violenti calci nella pancia, per di più con le scarpe rinforzate in metallo, per fare più male. Mi chiedo come facessero ad essere indifferenti a ciò che dovevano fare ai prigionieri, a staccargli le unghie dalle dita e a spegnerli le sigarette sul corpo, ad aprire la porta mentre loro erano nudi e goderci quando si ripiegavano su loro stessi per il freddo. Proprio non mi capacito, e mi commuovo a scrivere queste cose.

Di sicuro non riuscirò a dimenticare questi fatti, e resteranno sempre con me, anche se con molta amarezza per quello che è accaduto, ma sarò sempre orgoglioso e fiero di impegnarmi perché qualcosa del genere non accadrà mai più, sarò contento di fare la mia parte.

Purtroppo però mi rendo conto che questi fatti ci rappresentano nel nostro aspetto più brutto e che sono il più sincero e naturale esempio che la brutalità dell'uomo non ha confini.