La pittura di genere nel '600.

Scene di vita quotidiana nella pittura olandese del XVII sec

Tutto il Seicento è un secolo di forte crescita per l'arte europea ed ancor più per quella olandese. Con la fine della Guerra degli Ottant'anni nel 1585 la parte delle Fiandre che corrispondeva pressappoco al Belgio rimase sotto il governo spagnolo, mentre la Repubblica delle Sette Province Unite (gli attuali Paesi Bassi) continuò a combattere fino al 1648 (Pace di Vestfalia).

In questo periodo storico, che prende il nome di Golden Age, al confronto con gli altri paesi d’Europa ancora oppressi dalle monarchie feudali, l’Olanda appare veramente come il regno del benessere e della libertà. E’ in questo clima che alla fine del 500 si afferma la pittura di genere.

Per tutto il 600 la cosiddetta "scena di genere", rappresentando aspetti della vita di tutti i giorni, viene considerata un genere basso, commerciale, decisamente inferiore per valore alla pittura storico-religiosa, ma nemmeno al pari della ritrattistica. I grandi committenti non sono interessati a questo tipo di opere, solitamente di piccolo formato, che hanno, invece, una notevole fortuna e diffusione tra la borghesia e i mercanti.

Infatti, il protestantesimo, abbracciato dalla borghesia olandese nella forma del calvinismo, rifiuta le immagini cattoliche dei santi. Ciò che i borghesi vogliono veder rappresentato dai loro pittori è ciò in cui credono, ciò che amano, ciò che hanno costruito con le loro mani.

Dalle nature morte, vera e propria specialità dei Paesi Bassi, alle scene di genere, nessun aspetto della vita-anche il più crudo- viene risparmiato dall’occhio dei tanti artisti operanti nelle grandi città di Amsterdam, Delft, Haarlem e Utrecht.

Gli interni domestici sono, dunque, protagonisti della struttura dell'opera, nella quale i soggetti principali in essa rappresentati sono colti in momenti di attività quotidiane, con una veridicità tale da intrappolare lo spettatore all’interno del quadro stesso, creando una connessione poetica tra la storia narrata ed il proprio vissuto personale.

Spesso, infatti, i quadri di genere non costituivano semplicemente delle descrizioni ingenue della realtà, ma trasmettevano norme e valori allo scopo di influenzare il comportamento. Ne è un esempio il quadro Dalla mezzana, conservato al Staatliche Gemäldegalerie di Dresda, realizzato nel 1656 da Jan Vermeer.


L'opera si colloca nel filone della "bordeeltje", la rappresentazione di scene di prostituzione, notevolmente apprezzata come sottocategoria della pittura di genere olandese.

Nell'opera di Vermeer il tema dell'alcol, o meglio il consumo del vino, riveste grande importanza. A destra, sul tavolo coperto da un tappeto, che crea quasi una barriera tra spettattori e attori, è poggiata una caraffa. La giovane donna con il vestito giallo limone regge un bicchiere di vino nella mano sinistra come il bevitore raffigurato sul bordo sinistro della tela.

Il vero soggetto è certamente il commercio dell'amore. La ragazza, con le gote rosse a causa del vino, apre la mano per prendere la moneta che le tende, come ricompensa per i suoi servizi, il cavaliere con il vestito rosso.

Un altro quadro dal tema analogo è Scena in un bordello di Frans Van Mieris, olio su tavola realizzato nel 1658, attualmente in Olanda presso il museo Mauritshuis.


Qui, contrariamente al precedente quadro di Vermeer, la cui composizione a distanza ravvicinata è molto più discreta e semanticamente più aperta, lo svolgimento dell'azione è arricchito da numerosi particolari ed espressioni allusive come, ad esempio, i cani che copulano. Così quella che in un primo momento sembrava un'innocua ed elegante scena di corteggiamento viene improvvisamente ribaltata, quando lo spettatore incontra un simbolo esplicito nascosto nel "background".


Il tema del bere è ripreso nella Ragazza assopita, conservato al Metropolitan Museum of Art di New York, realizzato nel 1657 ca. da Vermeer.

Gli abiti eleganti della ragazza inducono a pensare che si tratti della padrona di casa.

La donna sembra essersi addormentata dopo aver bevuto del vino, come suggerisce il bicchiere posato sul tavolo e la brocca poco distante, accanto ad un piatto pieno di frutta.

In questo quadro Vermeer riserba già un grande valore alle configurazioni geometriche: la disposizione delle stanze parallelamente alla tela e i tavoli disposti orizzontalmente come una barriera.

Al contrario, per esempio, di Jan Steen che mette in scena un gran numero di oggetti e di attori, ottenendo un effetto spesso piuttosto caotico, Vermeer lavora solo con pochi elementi.

La pittura di genere di Jan Steen affronta, infatti, l'irrisolta potenza dell’eros, della libertà e della gioia.

Tuttavia sottili indizi nei suoi dipinti suggeriscono che l'artista intenda avvertire lo spettatore piuttosto che invitarlo a copiare tali comportamenti.

Nelle sue tele, di una straordinaria qualità, la dimensione del reale diventa teatro, e tutto pare leggero nonostante il caos.

Molti dei lavori del pittore fanno riferimento a vecchi proverbi olandesi e alla letteratura dei Paesi Bassi.

La famiglia allegra (olio su tela, 1668), oggi al Rijksmuseum di Amsterdam, caratterizzata da un'animata baldoria, esemplifica alla perfezione lo stile di questo artista: l'opera raffigura un gruppo di adulti che stanno banchettando allegramente attorno a un tavolo, del tutto ignari dei bambini che si versano da bere in primo piano.

A risaltare con particolare attenzione è il ruolo che viene assegnato alla Donna nei tanti dipinti olandesi dell’epoca: mai prima di quel periodo le donne erano state oggetto di una riflessione artistica così approfondita e che, da simbolo di femminilità mitologica o religiosa quali erano sempre state nella pittura italiana, mirava ora ad indagarne la loro più intima e umana femminilità, alla ricerca di una verità non più astratta.




La Ragazza che legge una lettera presso la finestra, conservata al Staatliche Gemäldegalerie di Dresda, realizzata nel 1657 ca. da Vermeer, rappresenta una giovane in piedi davanti a una finestra aperta, assorta nella lettura del messaggio d'amore che ha appena ricevuto. La luce entra nella stanza, procedendo da sinistra verso destra, e la riempie, dà vita ad ogni forma che incontra, animata o inanimata. La profondità è data anche dai piani che si sovrappongono: la tenda scostata sulla destra apre la scena alla vista dello spettatore e introduce un tavolo coperto da un tappeto meraviglioso, sul quale è appoggiato maldestramente un vassoio di frutta. Oltre il tavolo, vi è la giovane donna, il cui volto è riflesso sul vetro, attraverso il quale si intravede la tenda. La finestra è aperta anzitutto per illuminare la stanza piuttosto buia, in secondo luogo per sottolineare il desiderio della donna di aprire il suo ambiente al mondo esterno e di superare la solitudine impostale dalla società, desiderio che si riscontra occasionalmente anche nelle opere di Pieter de Hooch. Ne è un esempio il quadro Donna che legge una lettera (olio su tela), conservato al Museo di belle arti di Budapest e realizzato da Pieter de Hooch intorno al 1664.


Molte opere di pittori di genere olandesi raffigurano personaggi intenti a leggere, scrivere, ricevere e spedire lettere. Durante il XVII secolo l’Olanda è, infatti, uno dei Paesi a più alto tasso di alfabetizzazione. Con la semplificazione dei trasporti e il consolidamento di un servizio postale affidabile, si diffonde lo scambio di lettere a scopo privato che diviene una moda.



Contrariamente a quanto si potrebbe dedurre da un'analisi superficiale, il tema della lettera d'amore non ha un carattere semplicemente aneddotico. Scorrendo i testi dell'epoca si scopre che le "Litterae amatoriae", su cui si scrivevano vere e proprie dissertazioni, sono spesso indizio dell'adulterio commesso dalla donna e quindi oggetto di discussioni giuridiche. In questo periodo sono molte le donne di estrazione borghese che, avendo ricevuto un'istruzione, potevano confidare i propri sentimenti alla carta.

Vermeer propone il tema del messaggio segreto nel quadro di piccolo formato La lettera d'amore, 1669-70 circa, oggi al Rijksmuseum di Amsterdam, dove la fantesca appare come confidente della sua padrona. Da un buio corridoio si scorge la padrona di casa, che, seduta di fianco a un caminetto, a cui spesso è affidato il significato allegorico di amore ardente, guarda con aria interrogativa la domestica che le ha appena consegnato una lettera.





Nella pittura olandese i domestici sono spesso rappresentati come degli esseri pigri, come nel quadro La serva oziosa di Nicolaes Maes, 1655, oggi alla National Gallery di Londra, dove la serva, ubriaca, non adempie ai propri compiti. La donna anziana con il suo gesto ci invita a reagire in termini morali alla situazione, cosa che non avviene mai nei dipindi di Vermeer, in cui gli oggetti emblematici segnalano la presenza di un significato ma d’altra parte rimangono muti e resistenti predisponendo lo spettatore ad una lettura puramente intrinseca dell’immagine.
Nessuna allusione piccante di questo genere compare ne La lattaia di Vermeer, quadro realizzato tra il 1658 e il 1660 ca. ed oggi conservato al Rijksmuseum di Amsterdam. La donna, concentrata nel suo lavoro con lo sguardo abbassato, al contempo segno di umiltà e di modesta meditazione, versa con cura il latte, che cola in grosse gocce in una ciotola di terracotta a due anse. La stanza spoglia rispecchia la semplicità della vita e delle mansioni della serva.



Come La lattaia, La merlettaia di Vermeer ( 1669-70 circa, oggi al Museo del Louvre di Parigi), concentrata e tesa, è totalmente assorbita dal suo lavoro. Vermeer ha osservato la situazione da vicino, evidentemente servendosi della camera oscura, senza metterla a fuoco come si deduce dai contorni sfumati. I fili bianco-giallastri e rossi, che ricadono ondulati sul tappeto del tavolo e che l'artista ha delineato con pennellate semplici e di straordinaria fluidità, sembrano colare dal cuscinetto da ricamo blu scuro.

I capelli e le mani della giovane ragazza sono inondati di luce che, a differenza della maggior parte delle opere di Vermeer, entra da destra e non da sinistra; ciò permette all'artista di sottolineare la precisione e la chiarezza di visione necessaria per l'arte del merletto.

Inoltre, per dare maggiore profondità all'effetto di prospettiva, gli oggetti in primo piano sono sfocati, in particolare il groviglio di fili rossi e le nappe del cuscino.


Il tema della merlettaia è comune nella letteratura e nella pittura olandese, come rappresentazione delle virtù domestiche femminili. Altri esempi si possono ammirare nelle tele di Caspar Netscher e Nicolaes Maes.


La merlettaia di Caspar Netscher ( 1664, oggi alla Wallace Collection di Londra) lavora in una stanza spoglia su un semplice cuscinetto da ricamo, a differenza della giovane di Vermeer che si appoggia su un telaio in legno, molto più pratico.

La merlettaia di Nicolaes Maes ( 1655, oggi alla National Gallery of Canada) rivela la grande influenza che ebbe sull'artista il suo maestro Rembrandt. Questo si nota chiaramente nell'uso direzionale e sapiente della luce che illumina la giovane e definisce i particolari intorno ad essa.


Oltre ai temi precedentemente analizzati anche le vedute cittadine e il tema della musica sono ampiamente sviluppati dai pittori di genere.

Questi sono solo alcuni esempi dei molti quadri che possediamo al riguardo.



VEDUTE CITTADINE

IL POTERE DELLA MUSICA

Ricapitolando, i principali autori di quadri di genere appartenenti alla tradizione artistica olandese sono: Frans van Mieris (Leida, 1635Leida, 1681), Gabriel Metsu (Leida, 1629Amsterdam, 1667), Pieter de Hooch (Rotterdam, 1629Amsterdam, 1684), Jan Havickszoon Steen (Leida, 1626Leida, 1679), Gerard ter Borch (Zwolle, 1617Deventer, 1681), Gerard Dou (Leida, 1613Leida, 1675) e ovviamente Jan Vermeer (Delft, 1632Delft, 1675)


Di seguito un video in cui Arthur K Wheelock, Jr, curatore della collezione d'arte nordeuropea presso la National Gallery of Art di Washington, DC, racconta la mostra delle Scuderie del Quirinale "Vermeer. Il secolo d'oro dell'arte olandese", che ha avuto luogo a Roma dal 27 settembre 2012 al 20 gennaio 2013. La mostra includeva una preziosa selezione di opere di Johannes Vermeer - rarissime e distribuite nei musei di tutto il mondo, nessuna in Italia - e all'incirca cinquanta opere degli artisti olandesi suoi contemporanei. Si tratta senza dubbio di una grande opportunità che ha avuto l'Italia.
Arthur K. Wheelock Jr. racconta la mostra "Vermeer. Il secolo d'oro dell'arte olandese"
Beatrice Bacchiocchi, 3°E.